sabato 3 marzo 2018

PIANTE D'APPARTAMENTO



Sono piante che possono adattarsi a vivere in ambienti con luminosità moderata e riscaldamento invernale, hanno apparato radicale ridotto, sono sempreverdi, di crescita lenta, con portamento e fogliame decorativi.

Sono suddivise in tre gruppi: da serra fredda (con temperature invernali minima di 4° C e massima di 10°) adatte per ambienti poco riscaldati (Aspidistra, Aralia e Sansevieria); da serra temperata (con minime invernali di 10-13° C e massime di 20-22°) le più idonee per essere coltivate in appartamento, è opportuno nebulizzare la chioma secondo necessità (Anthurium, Ficus, Photos, Spathiphillum) e da serra calda (con temperature annuali comprese tra 16 e 26° C, elevata umidità atmosferica e abbondanti irrigazioni) le più difficili da coltivare in appartamento (quindi non elencate). E’ sempre utile consultare la legenda nel retro delle foto allegate alle piante, per acquistare le più adatte alle condizioni del nostro ambiente di coltivazione. 



I fattori essenziali della sopravvivenza delle piante sono: luce, calore, aria, acqua per l’assorbimento radicale, umidità atmosferica adeguata e nutrimento, per i quali è necessario raggiungere un equilibrio ottimale. In appartamento il fattore limitante è la luce e in parte anche la temperatura, gli altri devono essere adeguati di conseguenza, specialmente le annaffiature invernali, le quali devono essere moderate o quasi nulle per non creare asfissia e marciume radicale.
Vanno collocate in prossimità di una finestra schermata dal sole diretto, a buona distanza da fonti di calore e di rinfrescamento per ridurre i disseccamenti fogliari; è ottimale porre un termometro di minima e di massima in prossimità delle piante per verificare se le temperature rientrano nei parametri indicati.
Queste piante beneficiano di una sistemazione estiva all’aperto, obbligatoriamente in luogo ombreggiato, ove filtri anche qualche raggio solare.
Il terriccio idoneo deve esse soffice, inoltre è fondamentale la concimazione liquida durante tutto l’anno, adeguandola ai ritmi di vegetazione e di annaffiatura.
Per coltivarle con estrema serenità occorre rassegnarsi al fatto che i fattori essenziali in appartamento sono limitati e quindi le nostre piante non saranno mai belle come quelle coltivate in serra e difficilmente fioriranno, ma in ogni modo arrederanno l’ambiente in cui soggiorniamo, specialmente in inverno, rendendolo gradevole e soprattutto pieno di vita.   

domenica 25 febbraio 2018

COME LIMITARE I DANNI DA GELO AD OLIVI E NESPOLI GIAPPONESI



Tra le piante presenti nei giardini maggiormente deturpate da carichi di neve importanti vi sono OLIVI e NESPOLI GIAPPONESI, sia a causa della forma allargata della chioma, sia della ridotta quantità di cellulosa depositata nei punti d’inserzione dei rami nel fusto che li rende poco flessibili.
Possono essere piante di notevole dimensione, con età ragguardevoli e collocate nel punto focale del giardino; decenni di vegetazione, di coltivazione e una spesa importante, possono essere vanificati da un evento meteorologico occasionale ma prevedibile nel nostro clima temperato di transizione.
Durante lo svolgimento della mia attività professionale eseguo la potatura d’ogni singola pianta d’olivo e di nespolo giapponese in due tempi diversi nel corso dell’anno, osservando in massima considerazione la loro fisiologia di piante sempreverdi ed occasionalmente delicate ai rigori invernali, contenendo l’eccessiva densità della chioma, ma senza ricorrere mai ad una riduzione notevole per salvaguardarne l’estetica e la sanità; una potatura rilevante disorganizza la pianta per sempre, la quale risponderà con una produzione di rami anomali e disordinati che renderanno nel corso degli anni difficili gli interventi di modellazione; inoltre i tagli praticati, specialmente in epoche non corrette e di diametri importanti, espongono la stessa ad attacchi di funghi parassiti del legno e dell’apparato radicale, responsabili di malattie letali che pian piano la renderanno instabile e a rischio di schianto senza preavviso.
Da tenere anche in gran considerazione è come praticare l’eventuale copertura dei tronchi, la quale non deve essere mai eseguita sigillando ermeticamente con teli di polietilene o di tessuto non tessuto, l’eccessiva umidità prodotta a contatto con gli stessi è causa di degenerazione strutturale del legno.
Molto importante è anche la fertilizzazione autunnale, utilizzando concime minerale con la presenza di alcuni elementi e nella giusta percentuale è possibile indurre la pianta ad avere la linfa più ricca di “antigelo”.