Il nostro giardino può divenire teatro della biodiversità cambiando solamente
alcune regole applicate fino ad oggi nella manutenzione, ciò per favorire l’ingresso
e la presenza costante di fauna minore e di flora spontanea, indispensabili per
il buon funzionamento di quel piccolo-grande sistema naturale.
Alla base della biodiversità è necessaria la presenza di insetti alati
e non alati e nei primi strati del terreno di lombrichi, i primi due vengono
attirati dalle piante e dai fiori, gli ultimi vengono favoriti dalla presenza
di sostanza organica che verrà trasformata in humus.
Gli insetti e i lombrichi attirano altra fauna minore, quali uccelli,
piccoli mammiferi, rettili ed altri e pian piano si creerano delle catene
alimentari, tutto ciò favorirà anche la lotta biologica.
Per mantenere la presenza costante di fauna minore è necessario
introdurre piante sempreverdi, a foglia caduca e fruttifere.
Altre azioni molto utili sono le seguenti:
·
creare
dei cumuli di sassi, di foglie secche e di potature;
·
fornire
nel corso dell’inverno nutrimento agli uccelli e ai piccoli mammiferi e ripari per
gli insetti utili e durante i mesi estivi lasciare piccoli contenitori con
acqua;
· dotare le
siepi e le aiuole di pacciamatura, al di sotto della quale si crea un habitat
favorevole alla presenza di lombrichi e di flora batterica;
·
· lasciare
le foglie secche alla base delle piante favorisce la presenza di sostanza
organica ed è una pacciamatura a tutti gli effetti;
· ·
tenere
alta la rasatura del prato, da tre a sette centimetri e più, quando possibile
non raccogliere lo sfalcio, conservare le erbe selvatiche che offrono fioriture
belle, copiose e ricche di polline e nettare;
· effettuare
eventuali trattamenti solo con insetticidi e fungicidi di origine naturale
e
selettivi, per esempio prodotti a base di estratti di quassio, di equiseto e di
lavanda degradano totalmente e rispettano gli insetti utili. Tenendo presente
che spesso i problemi che affliggono le piante sono di origine non
parassitaria;
·
trattare
contro la zanzara tigre utilizzando prodotti a base di estratti di aglio;
·
contrastare
i piccoli mammiferi indesiderati con trappole e con repellenti;
·
eseguire
la lavorazione profonda del terreno senza rivoltarlo, la stratificazione deve
rimanere il più possibile nello stesso ordine di altezza. Se fatta
sotto chioma
delle piante è meglio farla con una forca idonea per non ledere le radici;
·
non potare
quasi mai drasticamente, ciò snatura la pianta che reagisce sviluppandosi più
di prima, ma disordinatamente. Un albero capitozzato può diventare instabile. Le
potature vanno effettuate nelle stagioni idonee.
Sono inoltre fondamentali la fertilizzazione e l’annaffiatura:
·
la
fertilizzazione è fondamentale per mantenere il prato verde e folto e lo stato
ottimale delle piante, lo è anche di più per gli alberi vetusti, ma è
necessario adeguarla al trascorrere delle stagioni; è consigliato utilizzare
sostanza organica e concimi minerali di qualità; è ottimo il compost prodotto
in proprio, purché il materiale di partenza sia di origine vegetale proveniente
dal giardino o dall’orto (no scarti di origine animale e di cucina) e ben
umificato, deve profumare di bosco e non avere cattivi odori di fermentazioni e
di putrefazioni, indici di sostanze potenzialmente pericolose per la salute. Se
l’umificazione è avvenuta all’aria, i batteri “buoni” hanno sterilizzato il
compost con il calore e neutralizzato le sostanze nocive ed inquinanti compreso
i fitofarmaci.
La cenere di legna contiene fosforo e potassio e la sabbia grigia
neutra rende il terreno più drenante.
·
l’annaffiatura
manuale e l’irrigazione con impianti sono anche esse legate ai ritmi
stagionali. Tre regole fondamentali sono: somministrare l’acqua “dolcemente”
ossia in quantità corretta ma con getto non violento; la parte aerea della
pianta non dovrebbe essere mai bagnata o almeno asciugare entro sei ore;
evitare di bagnare i tronchi degli alberi per ridurre il rischio di malattie
del legno.
A conclusione di quanto detto è necessario sottolineare che il giardino
non è il bosco ove regna “il caos organizzato”, è quindi indispensabile non
trascurare ordine, pulizia e quanto occorra per rendere quel piccolo-grande
mondo esteticamente gradevole, interessante e a tratti sorprendente. E’ un modo
antico di concepire il verde (molte persone illustri del passato erano
naturaliste) e al tempo stesso in linea con le esigenze ecologiche moderne.